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    September 15

    Poesie di Saffò

    SAFFO'

    Vita e opere
    Saffo, prima figura di donna nella letteratura europea, nacque da una famiglia aristocratica a Ereso, nell’isola di Lesbo e visse fra il VII e il VI secolo a.C. Trascorse la maggior parte della sua esistenza
    a Mitilene, la più importante città di Lesbo, educando le giovani
    degli ambienti nobili.
    Saffo fa raramente menzione delle lotte politiche da cui Lesbo era travagliata;
    tuttavia dovette trascorrere un periodo d’esilio in Sicilia.
    Da alcuni suoi frammenti siamo venuti a sapere di una storia d’amore
    che coinvolse uno dei suoi tre fratelli, Carasso, che si era recato in Egitto per commercio
    e si era invaghito  di una cortigiana, Dorica.

    Ebbe un marito, il cui nome è forse Cercila di Andro, e una figlia di nome Cleide.
    Secondo alcune leggende, Saffo, piccola e bruna, si innamorò del giovane Faone,
    che non ricambiava il suo amore e per questo motivo si suicidò
    gettandosi dalla rupe di Leucade. Questa leggenda è da imputarsi
    ai poeti della commedia che avevano preso spunto da alcuni canti
    in cui Saffo menzionava Faone: costui era solamente un personaggio mitologico.

    L’ambiente in cui si svolse la vita di Saffo è il tiaso ossia la comunità fondata
      sulla religione d’Afrodite dove si sviluppava la formazione culturale e sociale
    di fanciulle aristocratiche e in cui l’educazione dei sentimenti.
    Per quanto riguarda la produzione letteraria, l’opera di Saffo è composta
    nel dialetto eolico della sua patria.

    Venne curata da grammatici alessandrini e suddivisa in nove libri,
    a seconda  dei diversi metri usati. Attualmente abbiamo a disposizione un’intera ode,
    parti di altre odi, giunteci anche tramite citazioni indirette, e un considerevole numero
    di frammenti più brevi.

    Nell’intera opera è possibile individuare due gruppi, differenti per tematiche e stile:
    il gruppo numericamente più ridotto è composto soprattutto da epitalami, canti corali
    eseguiti in occasione delle nozze di una delle fanciulle del tiaso; al contrario nelle poesie
    del secondo gruppo, quello più importante e numeroso, Saffo parla in prima persona,
    rivolgendosi a dei e uomini per esprimere in forma autobiografica le proprie emozioni e riflessioni, riguardanti soprattutto l’esperienza erotica.

    Gli astri d'intorno alla leggiadra luna
    Nascondono l'immagine lucente,
    quando piena più risplende,
    bianca
    sopra la terra.
    ( fr.4 )

    Ho una bella fanciulla
    Simile nell'apetto ai fiori d'oro,
    la mia Cleide diletta.
    Io non la darei né per tutta la Lidia
    Né per l'amata…
    ( fr.152 )

    Come sui monti un fiore di giacinto:
    lo pestano coi piedi i pastori,
    e a terra
    il fiore purpureo giace.
    ( fr. 117)

    ....secondo Saffo “il bello è ciò che si ama”:
    la poetessa nega quindi l’esistenza di una scala di valori stabilita in modo assoluto,
     rivalutando l’importanza della scelta del singolo individuo e affermando
    la superiorità dei sentimenti.
    In questa luce viene giustificato
    il comportamento di Elena, che abbandonò la sua casa
    per seguire l’uomo che amava, perché l’amore, anche se tormentato,
    è sempre espressione della gioia di vivere.
    Nell’ambiente del tiaso le fanciulle andavano via all’inizio della vita matrimoniale:
    ciò era fonte di grande dolore, nostalgia , rimpianto, che potevano essere attenuati
    solo tramite il ricordo delle gioie trascorse. Per questo è di importanza fondamentale
    la memoria degli affetti, che lega il passato al presente e permette di sopraffare
    il desiderio di morire che nasce dal dolore.

    Lontano, in Sardi, ella è,
    ma qui abita il suo cuore.
    Quando eravamo insieme,
     tu eri come dea per lei,
    e il tuo cantare
    era la sua gioia più grande.

    Ora, tra le donne di Lidia,
     brilla di bellezza, come,
     caduto il sole.
    splende la luna dalle dita di rosa,
    tutte le stelle vincendo ;
     e la sua luce posa
     sul salso mare
     e sopra le campagne fiorite,
    e la fresca rugiada discende,
     e si aprono le rose
    e i teneri timi
    e il meliloto in fiore.
                                                                                                    
    E sempre, lontana, la cara
    Attide rammentando,
    di desideri si strugge
    e tristezza le pesa sul ciore.
    E alto grida che andiamo colà,
    e il suo grido, attraverso il mare,
    ce lo ridice
    la notte dalle molte orecchie.
    (fr. 98)

    Passione d'amore


    Quei parmi in cielo fra gli Dei, se accanto
    ti siede, e vede il tuo bel riso, e sente
    i dolci detti e l'amoroso canto!
    A me repente,
    con più tumulto il core urta nel petto:
    more la voce, mentre ch'io ti miro,
    su la mia lingua nellefauci stretto
    geme il sorriso.
    Serpe la fiamma entro il mio sangue, ed ardo:
    un indistinto tintinnio m'ingombra
    gli orecchi, e sogno: mi s'innalza al gaurdo
    torbida l'ombra.
    E tutta molle d'un sudor di gelo,
    e smorta in viso come erba che langue,
    tremo e fremo di brividi, ed anelo
    tacito, esangue.



    Poesia di Saffo 

    tradotta da S.Quasimodo

    A me pare uguale agli dei
    chi a te vicino così dolce
    suono ascolta mentre tu parli
    e ridi amorosamente. Subito a me
    il cuore si agita nel petto
    solo che appena ti veda, e la voce
    si perde sulla lingua inerte.

    Un fuoco sottile affiora rapido alla pelle,
    e ho buio negli occhi e il rombo
    del sangue alle orecchie.
    E tutta in sudore e tremante
    Come erba patita scoloro:
    e morte non pare lontana
    a me rapita di mente. 

    Poesie d'Amore di Saffò
    ,
    della Donna che ha cantato la Bellezza,
    la Passione e l' EROS.

    Vorrei fare a tutti chiaro,
    Vorrei dire solo questo,  
    Per me la Bellezza dell' anima,
    E quella del corpo,

    Sono gioielli del Sole.
    Per questo non mi nascondero'
    Nei mio nido... mai...
    Fino al ultimo istante mio,
    Ma continuero'
    Di amare...
    E di Essere Amata!
    ......................
    Saffo'
    trad. Lunapiena

    Non si puo rompere mai un Cuore Testardo...
    .......................Saffo'

    Ho avuto dalla vita,
    La maggiore ricchezza,
    La gioia si essere amata...
    E sono sempre convinta 
    Di non essere dimenticata....
    Mai...
    .....................Saffo'
    trad. Lunapiena

    L' Eros mi paralizza il corpo...
    Mi ha sempre impressionata...
    Questo dolceamaro
    Invincibile Serpente...
    Mi porta sempre in crisi.
    ........................Saffo'
    trad. Lunapiena


    Il tempo...e  la mia eta'...
    Hanno offerto al mio corpo...
    Mille rughe..
    E l' Eros non ha fretta,
    Di volare in me...
    E regalarmi...
    il suo "dolore"...
    Per Gentilezza cantami...
    Inni di dolce aroma
    Di fiori d'Amore...
    ...................
    Saffo' 
    trad. Lunapiena

    Tramontata è la Luna

    Tramontata è la Luna 
    e le Pleiadi a mezzo della notte: 
    giovinezza dilegua, 
    e sono nel mio letto sola. 
    Scuote l'anima Eros, 
    come vento sul monte 
    che irrompe entro le querce; 
    e scioglie le membra e le agita, 
    dolce amaro indomabile serpente. 
    Ma a me non ape, non miele; 
    e soffro e desidero.
    Saffò
    tradotta da S.Quasimodo

    La dolce mela

    Come la dolce mela rosseggia sull'alto ramo,
    alta su quello più alto, 
    la dimenticarono i raccoglitori di mele ... 
    no, non la dimenticarono,
    ma non riuscirono  a raggiungerla...

    Saffò

           Dolce madre, non posso...
    dedicata a Saffò

    Popolano la mente folle di pensieri
    ma tutti s’incentrano su colui
    e gli occhi disperdo negli occhi suoi.
    Non son piu' mie le luci dello sguardo
    a cercar di lui, ne i gesti sono miei
    che dissocio da me come il palmo
    che insegue il viandante e a lui chiede:
    - Sei colui?
    I passi li rinnovo alla ricerca
    di chiedere di lui seguendo l’orme.
    Non cesso di cercarlo benche' il luogo
    ignori ma nel mondo egli vive,
    un cammino persegue, s’intreccera' col mio.
    Lo sentiro' che approssima il suo passo
    benche' felpato, benche' cosi lieve
    che si confonde col fruscio del vento.
    O mia ventura sento s’avvicina,
    sentir di lui silente,
    sentire del suo passo lieve come il vento.

    Mi diranno di lui che s’avvicina.
    Non so chi mi dire', forse le luci
    degli occhi che cercano il suo sguardo,
    forse la scintilla che l’anima sprigiona
    e di lui cerca e trova le sue luci,
    pure esse alla ricerca di me del raggio suo.
    Madre, la tela non vedra' inizio e fine
    finche' non trovero' sul mio cammino
    quello ch’io cerco e lui che mi ritrovi.

    Giovanni Barricelli

     Un esercito di cavalieri, dicono alcuni,
    altri di fanti, altri di navi,
    sia sulla terra nera la cosa più bella:
    io dico, ciò che si ama.
    È facile far comprendere questo ad ognuno.
    Colei che in bellezza fu superiore
    a tutti i mortali, Elena, abbandonò il marito
    pur valoroso, e andò per mare a Troia;
    e non si ricordò della figlia né dei cari genitori;
    ma Cipride la travolse innamorata.

    ora mi ha svegliato il ricordo di Anattoria
    che non è qui;
    ed io vorrei vedere il suo amabile portamento,
    lo splendore raggiante del suo viso
    più che i carri dei Lidi e i fanti
    che combattono in armi.

    Saffo'

    Afrodite

    Afrodite, tronoadorno, immortale,
    figlia di Zeus, che le reti intessi, ti prego:
    l'animo non piegarmi, o signora,
    con tormenti e affanni.
    Vieni qui: come altre volte,
    udendo la mia voce di lontano,
    mi esaudisti; e lasciata la casa d'oro
    del padre venisti, aggiogato il carro.
    Belli e veloci passeri ti conducevano,
    intorno alla terra nera,
    con battito fitto di ali, dal cielo
    attraverso l'aere.
    E presto giunsero.
    Tu, beata,
    sorridevi nel tuo volto immortale
    e mi chiedevi del mio nuovo soffrire:
    perche' di nuovo ti invocavo:
    cosa mai desideravo che avvenisse
    al mio animo folle.
    «Chi di nuovo devo persuadere
    a rispondere al tuo amore?
     Chi e' ingiusto
    verso te, Saffo?
    Se ora fugge, presto ti inseguira':
    se non accetta doni, te ne offrira':
    se non ti ama, subito ti amera'
    pur se non vuole.»
    Vieni da me anche ora:
    liberami dagli affanni angosciosi:
    colma tutti i desideri dell'animo mio;
    e proprio tu
    sii la mia alleata.

    Saffo


    Afrodite immortale dal trono variopinto,

    figlia di Zeus tessitrice d’inganni, ti prego,

    non piegarmi con affanni ed angosce

    l’animo, o veneranda;

    orsì vieni qui, se mai anche un’altra volta

    udendo il mio grido da lontano,

    (l’)ascoltasti e, abbandonata la casa dorata del padre,

    giungesti

    dopo aver aggiogato il carro: ti conducevano

    i bei passeri veloci sulla nera terra

    sbattendo fitte le ali dal cielo

    attraverso l’aere;

    subito giunsero: e tu, o beata,

    sorridendo col volto immortale

    (mi) domandavi che cosa ancora avessi patito

     e perchè ancora (ti) chiamassi

    e che cosa soprattutto desiderassi ottenere

    con animo folle (oppure: che si realizzasse

    per me nel mio cuore folle):

    “Chi di nuovo devo convincere

    ad accettare il tuo amore (oppure:

     a condurre se stessa al tuo amore)?

    Chi, o Saffo, ti fa torto?

    E infatti, se fugge, presto inseguirà,

    e se non accetta doni, poi (ne) offrirà,

    e se non (ti) ama, presto (ti) amerà

    anche contro voglia”

    Vieni ancora da me e liberami dai penosi

    affanni e quanto il cuore desidera compiere,

    compilo per me e tu stessa

    sii (mia) alleata.


    Saffò


    La cosa più bella
    Fr. 16 Voigt

    Alcuni dicono che la cosa più bella

    sulla nera terra sia un esercito di cavalieri,

    altri (un esercito) di fanti

    altri (una flotta) di navi,

    io invece quello di cui uno è innamorato.

    E' semplicissimo

     (lett.: del tutto semplice)

    rendere comprensibile ciò a ognuno:

     infatti colei che superò di molto

    gli uomini in bellezza, Elena,

    dopo aver abbandonato

    il marito valoroso,

    se ne andò a Troia per mare

    e non si ricordò affatto della figlia,

    nè dei cari genitori,

    ma Cipride la travolse innamorata.

    ……

    ed ora mi fa ricordare Anattoria

    che non è qui,

    e vorrei vedere il suo amabile incedere

    e il raggiante splendore del (suo) volto

    piè che i carri dei Lidi e i fanti

    che combattono in armi.

    Saffò

    L’ode "della gelosia"

    Fr. 31 Voigt

     

    Mi sembra che sia uguale agli dei

    quell’uomo che di fronte a te

    siede e (standoti) vicino ascolta (te)

    che parli dolcemente

    e amabilmente ridi, e questo davvero

    mi fa balzare il cuore nel petto,

    come infatti io ti vedo, subito

    non mi è più possibile dire nulla,

    ma la lingua si spezza, sottile

    un fuoco subito mi scorre sotto la pelle,

    non vedo nulla con gli occhi,

    ronzano le orecchie,

    un freddo sudore mi avvolge, un tremito

    (mi) prende tutta, e più verde dell’erba

    (io) sono, e poco lontana dall’esser morta

    sembro a me stessa.

    Ma tutto si può sopportare, poichè….


    Saffò


    September 09

    ADDIO... PAVAROTTI


    'I have every intention of returning to singing,' Pavarotti told La Stampa. 'I think I'll start again next year.'


     

    «Penso che una vita per la musica sia una vita spesa bene
    ed è a questo che mi sono dedicato
    »
    Luciano Pavarotti

    Sul suo sito a fans e critici ha chiesto esplicitamente di...
    "essere ricordato come cantante d'opera,
    ovvero come rappresentante di una forma d'arte
    che ha trovato la sua massima espressione nel mio Paese,
    e spero inoltre che l'amore per l'opera rimanga sempre
    di importanza centrale nella mia vita".


    «Quando Pavarotti nacque Dio gli baciò le corde vocali»
    Daniel Hicks

     
     

    Nessun Dorma
    Nessun dorma! Nessun dorma!
    Tu pure, o, Principessa,
    nella tua fredda stanza,
    guardi le stelle
    che tremano d'amore
    e di speranza.
    Ma il mio mistero e chiuso in me,
    il nome mio nessun saprá!
    No, no, sulla tua bocca lo diró
    quando la luce splenderá!
    Ed il mio bacio sciogliera il silenzio
    che ti fa mia!
    (Il nome suo nessun saprá!...
    e noi dovrem, ahimé, morir!)
    Dilegua, o notte!
    Tramontate, stelle!
    Tramontate, stelle!
    All'alba vinceró!
    vinceró, vinceró!



     
     
     

     

    September 06

    Ο. Ελύτης

     Έτσι μιλώ γιά σένα καί γιά μένα
    Επειδή σ’αγαπώ καί στήν αγάπη ξέρω.
    Νά μπαίνω σάν Πανσέληνος από παντού,
    γιά τό μικρό τό πόδι σού μές στ’αχανή σεντόνια.
    Νά μαδάω γιασεμιά κι έχω τή δύναμη αποκοιμισμένη,
    νά φυσώ νά σέ πηγαίνω μές από φεγγαρά περάσματα
    καί κρυφές τής θάλασσας στοές.
    Είναι νωρίς ακόμη μές στόν κόσμο αυτόν, μ’ακούς"

    Ο. Ελύτης

    Cosi parlerò per Te e per Me
    E' perchè Ti amo che ho conosciuto l'Amore.
    Come la Lunapiena, entro da per tutto ,
    cercando sotto le lensuole per il tuo piccolo piede.
    Per spelare il gelsomino.. la mia forza dorme ancora,
    per portarti con il mio respiro nel camino della Luna
    e nelle nascoste gallerie del mare.
    E molto presto ancora in questo mondo, ascoltami."

    O. Elitis


    Όποιος μπορεί και φροντίζει
    την ερημιά
    έχει ακόμη ανθρώπους μέσα του" 
       
    "Chi è capace di occuparsi curando il deserto,
    può portare dentro di se.. ancora gli uomini." 

    Δίνε τον χρόνο σου δωρεάν αν θέλεις να σου μείνει λίγη αξιοπρέπεια...
    και  πάνω απ’ολα στην κακή μοιρασιά πάντα ο Θεός ζημιώνεται".

    "Regala il tuo Tempo gratis... se vuoi che ti rimane un po di dignita'....
    e pensa che e' nella ingiusta spartizione che si nuoce sempre il Dio..."


    O. Elitis
     


    Με την πρώτη σταγόνα της βροχής σκοτώθηκε  το καλοκαίρι
    Μουσκέψανε τα λόγια που είχανε γεννήσει αστροφεγγιές
    Ολα τα  λόγια  που είχανε
      μοναδικό τους προορισμόν Εσένα!

    Κατά που θ' απλώσουμε τα χέρια μας τώρα
      που δε μας λογαριάζει πια ο καιρός
    Κατά που θ' αφήσουμε τα μάτια μας τώρα
    που οι μακρινές γραμμές ναυάγησαν στα σύννεφα

    Τώρα που κλείσανε τα  βλέφαρά σου απάνω  στα  τοπία μας
    Κι είμαστε - σα να πέρασε μέσα μας η ομίχλη -
    Μόνοι ολομόναχοι τριγυρισμένοι απ' τις νεκρές εικόνες σου.

    Με το μέτωπο στο τζάμι αγρυπνούμε την καινούργια οδύνη.
    Δεν είναι ο θάνατος που  θα μας ρίξει κάτω μια που Εσύ υπάρχεις.
    Μια που υπάρχει αλλού ένας άνεμος για να σε ζήσει ολάκερη.
    Να σε ντύσει από κοντά όπως σε ντύνει από μακριά η ελπίδα μας.
    Μια που υπάρχει αλλού.

    Καταπράσινη πεδιάδα πέρ' από το γέλιο σου ως τον ήλιο.
    Λέγοντάς του εμπιστευτικά πως  θα ξανασυναντηθούμε πάλι.
    Οχι δεν είναι ο θάνατος που θ' αντιμετωπίσουμε.
    Παρά μια τόση δα σταγόνα φθινοπωρινής βροχής.
    Ενα θολό συναίσθημα.

    H μυρωδιά του νοτισμένου χώματος μέσ' στις ψυχές μας 
    που όσο παν κι απομακρύνονται.
    Κι αν δεν είναι το χέρι σου στο χέρι μας.
    Κι αν δεν είναι το αίμα μας στις φλέβες των ονείρων σου.
    Το φως στον άσπιλο ουρανό.

    Κι η μουσική αθέατη μέσα μας  ώ! μελαγχολική.
    Διαβάτισσα όσων μας κρατάν στον κόσμο ακόμα.
    Είναι ο υγρός  αέρας η ώρα του  φθινοπώρου ο χωρισμός.
    Το πικρό στήριγμα του αγκώνα στην ανάμνηση.

    Που βγαίνει όταν η νύχτα πάει να μας χωρίσει από το φως.
        Πίσω από το τετράγωνο παράθυρο που βλέπει προς τη θλίψη.
    Που δε βλέπει τίποτε...
    Γιατί έγινε κιόλας μουσική αθέατη φλόγα στο τζάκι
    χτύ πημα του μεγάλου ρολογιού στον τοίχο.

    Γιατί έγινε κιόλας Ποίημα στίχος μ' άλλον στίχο
    αχός παράλληλος  με τη βροχή δάκρυα και λόγια
    Λόγια όχι σαν τ' άλλα μα κι αυτά
    μ' ένα μοναδικό τους   προορισμόν : Εσένα!

    Οδυσσέας Ελύτης

     Con la prima goccia della pioggia, è morta l'estate
    bagnate le parole che hanno fatto nascere luce stellate
    Tutte le parole che avevano
    unica destinazione Te!

    e adesso dove possiamo tendere le mani
    che il tempo non ci considera più ,
    dove possiamo girare gli sguardi
    che l'orizzonte si è naufragato sulle nuvole...

    Adesso che hai chiuso le tue palpebre al panorama
    e noi siamo-come se è entrata dentro di noi la nebbia-
    Soli e solitari, rivolgenti dalle tue immagine morte.

    con il sguardo al vetro della finestra
    sorvegliamo la nuova sofferenza.
    Non è la morte che ci ha buttato in terra
    perchè Tu esisti...
    perchè esiste altrove un vento che ti farà vivere
    e ti veste da vicino, come ti riveste
    da lontano la nostra speranza..
    perchè Tu esisti altrove.

    verde il campo al di là del tuo sorriso fino al sole.
    dicendo segretamente che ci ricontreremo ancora.
    No!... non è la morte che l'abbiamo affrontata.
    ma, una goccia di pioggia autunnale.
    Un sentimento nebbioso.

    l'odore della terra bagnata, nelle nostre anime,
    che si allontanano ancora di più.
    anche se non teniamo la tua mano nella nostra
    anche se non corre il nostro sangue
    nelle vene dei tuoi sogni.
    La Luce nel cielo limbido.

    e l' invisibile musica nel cuore è melancolica
    transitoria per quel ci tiene nel mondo ancora.
    é l'umida aria, l'ora dell'autunno, l'addio.
    l'amaro sostegno del gomito nella memoria.

    Dove ci porta, quando la notte ci separa dalla luce,
    dietro alla piccola finestra che guarda la tristezza.
    Non vede niente...
    perchè è diventata invisibile musica,
    fiamma nel camino, suono di campana
    del grande orologio appeso sul muro.

    perchè è diventato Poesia, versi in altri versi
    eco che segue con la pioggia lacrime e parole.
    Parole non come le altre che ti dicevo prima
    ma, anche queste sono destinate solo a Te!

    O. Elytis

    trad. da Lunapiena
    September 05

    LIVADITIS TASOS

     
    ΑΝΘΡΩΠΟΣ

    Αν θέλεις να λέγεσαι Aνθρωπος
    δεν θα πάψεις ούτε στιγμή ν' αγωνίζεσαι για την ειρήνη και για το δίκιο.
    Θα βγεις στους δρόμους, θα φωνάξεις, τα χείλια σου θα ματώσουν απ' τις φωνές
    το πρόσωπό σου θα ματώσει από τις σφαίρες μα ούτε βήμα πίσω.
    Κάθε κραυγή σου μια πετριά στα τζάμια των πολεμοκάπηλων
    κάθε χειρονομία σου σα να γκρεμίζεις την αδικία.
    Και πρόσεξε: μη ξεχαστείς ούτε στιγμή.
    Έτσι λίγο να θυμηθείς τα παιδικά σου χρόνια
    αφήνεις χιλιάδες παιδιά να κομματιάζονται την ώρα που παίζουν ανύποπτα στις πολιτείες
    ...μια στιγμή αν κοιτάξεις το ηλιοβασίλεμα
    αύριο οι άνθρωποι θα χάνονται στην νύχτα του πολέμου
    έτσι και σταματήσεις μια στιγμή να ονειρευτείς
    εκατομμύρια ανθρώπινα όνειρα
    θα γίνουν στάχτη κάτω απ΄τις οβίδες.
    Δεν έχεις καιρό
    δεν έχεις καιρό για τον εαυτό σου
    αν θέλεις να λέγεσαι Aνθρωπος.

    Αν θέλεις να λέγεσαι Aνθρωπος
    μπορεί να χρειαστεί ν' αφήσεις τη μάνα σου, την αγαπημένη ή το παιδί σου.
    Δε θα διστάσεις.
    Θ' απαρνηθείς την λάμπα σου
    και το ψωμί σου
    θ' απαρνηθείς τη βραδινή ξεκούραση
    στο σπιτικό κατώφλι
    για τον τραχύ δρόμο που πάει στο αύριο.
    Μπροστά σε τίποτα δε θα δειλιάσεις
    και ούτε θα φοβηθείς.
    Το ξέρω, είναι όμορφο ν' ακούς
    μια φυσαρμόνικα το βράδυ,
    να κοιτάς εν' άστρο, να ονειρεύεσαι
    είναι όμορφο σκυμμένος
    πάνω απ΄ το κόκκινο στόμα της αγάπης σου
    να την ακούς να λεει τα όνειρα της για το μέλλον.
    Μα εσύ πρέπει να τ' αποχαιρετήσεις
    όλ' αυτά και να ξεκινήσεις
    γιατί εσύ είσαι υπεύθυνος
    για όλες τις φυσαρμόνικες του κόσμου,
    για όλα τ' άστρα, για όλες τις λάμπες
    και για όλα τα όνειρα
    αν θέλεις να λέγεσαι Aνθρωπος.

    Αν θέλεις να λέγεσαι Aνθρωπος
    μπορεί να χρειαστεί
    να σε κλείσουν φυλακή
    για είκοσι ή και περισσότερα χρόνια
    μα εσύ και μες στη φυλακή θα θυμάσαι
    πάντοτε την άνοιξη, τη μάνα σου και τον κόσμο.
    Εσύ και μες απ' το τετραγωνικό μέτρο του κελιού σου
    θα συνεχίζεις το δρόμο σου πάνω στη γη.
    Κι όταν μες στην απέραντη σιωπή, τη νύχτα
    θα χτυπάς τον τοίχο του κελιού σου με το δάχτυλο
    απ' τ' άλλο μέρος του τοίχου
    θα σου απαντάει η Ισπανία.
    Εσύ, κι ας βλέπεις να περνάν
    τα χρόνια σου και ν' ασπρίζουν τα μαλλιά σου
    δε θα γερνάς.
    Εσύ και μες στη φυλακή κάθε πρωί
    θα ξημερώνεσαι πιο νέος
    αφού όλο και νέοι αγώνες
    θ' αρχίζουμε στον κόσμο
    αν θέλεις να λέγεσαι Aνθρωπος.

    Αν θέλεις να λέγεσαι Aνθρωπος
    θα πρέπει να μπορείς να πεθάνεις
    ένα οποιοδήποτε πρωινό.
    Αποβραδίς στην απομόνωση
    θα γράψεις ένα μεγάλο τρυφερό γράμμα
    στη μάνα σου
    θα γράψεις στον τοίχο την ημερομηνία,
    τ' αρχικά του ονόματός σου και μια λέξη:
    Ειρήνη
    σα νάγραφες όλη την ιστορία της ζωής σου.
    Να μπορείς να πεθάνεις ένα οποιοδήποτε πρωινό
    να μπορείς να σταθείς μπροστά στα έξη ντουφέκια
    σα να στεκόσουνα μπροστά σ' ολάκερο το μέλλον.
    Να μπορείς, απάνω απ' την ομοβροντία
    που σε σκοτώνει
    εσύ ν' ακούς τα εκατομμύρια
    των απλών ανθρώπων
    που τραγουδώντας πολεμάνε
    για την
    Eιρήνη.
    Αν θέλεις να λέγεσαι Aνθρωπος

    Τάσος Λειβαδίτης
    Se vuoi chiamarti Uomo

    Se vuoi chiamarti uomo
    non smetterai nemmeno
    per un momento di batterti
    per la pace e la giustizia.
    Uscirai per le strade, griderai,
    le tue labbra sanguineranno dalle grida
    il tuo viso sanguinerà dalle pallottole ,
    ma nemmeno un passo indietro.

    Ogni tuo grido una sassata
    alle vetrate dei guerrafondai
    ogni tuo gesto sarà
    per distruggere l'ingiustizia.
    E ricorda: non distrarti
    neanche per un momento.

    Se solo per un po ripenserai
    alla tua infanzia
    permetterai che migliaia
    di bambini vengano trucidati
    mentre giocano spensierati
    nei loro paesi.

    ...per un attimo guarderai
    il tramonto
    domani degli uomini
    si perderanno nella notte
    della guerra
    se solo per un momento
    ti fermerai a sognare
    migliaia di sogni umani
    diventeranno cenere
    sotto le bombe.

    Non hai tempo
    non hai tempo per te stesso
    se vuoi chiamarti Uomo.

    Se vuoi chiamarti uomo
    forse sarà necessario lasciare
    la tua mamma, la tua amata
    o il tuo bambino.
    Non esitare.

    Rinuncerai alla tua luce
    e al tuo pane
    rinuncerai al riposo serale
    sulla soglia di casa
    per intraprendere
    la dura strada che porta al domani.

     Niente ti spaventera
    o avrai paura.

    Lo so, è bello ascoltare
    una fisarmonica a sera,
    guardare una stella,
    e sognare
    è bello stare chino
    sulle labbra vermiglie
    della tua amata
    e sentirla parlare
    dei suoi sogni per il futuro.

    Ma tu devi dire addio
    a tutto ciò
    e metterti in cammino
    perché tu sei responsabile
    di tutte le fisarmoniche
    del mondo,
    di tutte le stelle,
    di tutte le lampade
    e di tutti i sogni
    se vuoi chiamarti Uomo.

    Se vuoi chiamarti uomo
    forse sarà necessario
    che ti chiudano in prigione
    per venti o anche più anni
    ma tu anche dentro
    alla prigione ti ricorderai sempre
    della primavera,
    di tua madre e del mondo.

    Tu da quel metro quadrato
    che sarà la tua cella
    continuerai
    per la tua strada sulla terra.

    E quando nell'infinito silenzio
    di notte busserai al muro
    della cella con il dito
    dall'altra parte del muro
    ti risponderà la Spagna.

    Tu, anche se pur vedrai
    gli anni passare
    e i tuoi capelli imbiancarsi
    non invecchierai.

    Tu anche dentro alla prigione
    ogni mattina ti sveglierai
    più giovane
    giacché sempre nuove lotte
    cominceremo nel mondo
    se vuoi chiamarti Uomo.

    Se vuoi chiamarti Uomo
    devi esser pronto a morire
    un mattino qualsiasi.

    La sera prima nella solitudine
    scriverai una lunga tenera lettera
    a tua madre
    scriverai sul muro la data,
    le iniziali del tuo nome
    ed una parola:
    Pace
    come se scrivessi
    tutta la storia della tua vita.

    Devi essere pronto a morire
    un mattino qualsiasi
    devi poter stare davanti
    ai sei fucili
    come se stessi davanti
    al futuro intero.

    Devi, sulla scarica di fucileria
    che ti sta ammazzando
    tu devi poter sentire
    i milioni di persone semplici
    che cantando lottano
    per la PACE...
    Se vuoi chiamarti Uomo.

    Tasos Livaditis
    September 04

    K. Kavafis

                                              
    Θερμοπύλες
                                              
    Τιμή σ' εκείνους όπου στην ζωή των
    ώρισαν και φυλάγουν Θερμοπύλες.
    Ποτέ από το χρέος μη κινούντες·
    δίκαιοι κ' ίσοι σ' όλες των
    τες πράξεις,
    αλλά με λύπη κιόλας κ' ευσπλαχνία·
    γενναίοι οσάκις είναι πλούσιοι,
    κι όταν είναι πτωχοί,
    πάλ' εις μικρόν γενναίοι,
    πάλι συντρέχοντες όσο μπορούνε·
    πάντοτε την αλήθεια ομιλούντες,
    πλην χωρίς μίσος
    για τους ψευδομένους.

    Και περισσότερη τιμή τους πρέπει
    όταν προβλέπουν
    (και πολλοί προβλέπουν)
    πως ο Εφιάλτης θα φανεί στο τέλος,
    κ' οι Μήδοι επί τέλους θα διαβούνε.

    Κωνσταντίνος Π. Καβάφης

     

                                                                                               

     
    Termopylae
                                                     
    Onore a quelli che
    nella loro vita hanno giurato

    di custodire Termopylae.
    e non muoversi mai dal dovere
      con Giustizia ed isonomia
    in tutte le loro azioni
    ma anche con pietà e compassione,
    generosi quando sono ricchi
    ma anche quando son poveri,
    nel loro picolo sono generosi,
    soccorrendo al possibile;
    sempre sinceri nella loro parola
    senza però odio per chi mente.

    Grande onore gli è dovuto
    quando prevendono
    (e molti provvedono)
    che Efialta si  appare alla fine,
    e i Midi finamente passerano.

    Konstantinos Kavafis
    (trad. da Lunapiena)

     
     
     
    Ki αν για τον έρωτά μου
    δεν μπορώ να πω
    αν δε μιλώ για τα μαλλιά σου, για τα χείλη, για τα μάτια·
    όμως το πρόσωπό σου που κρατώ μες στη ψυχή μου,
    ο ήχος της φωνής σου που κρατάω μες στο μυαλό μου,
    ημέρες του Σεπτέμβρη που ανατέλλουν στα όνειρά μου
    τις λέξεις και τις φράσεις μου πλάθουν και χρωματίζουν
    σ' όποιο θέμα κι άν περνώ, όποια ιδέα κι αν λέγω.

    Κ. Καβάφης


    E se del mio amore
    non posso parlare,
    se non parlo dei tuoi capelli,
    delle labra, degl'occhi·
    ma il tuo viso che tengo
    dentro la mia anima,
    il suono della tua voce
    che tengo nella mia mente,
    giorni di Settembre
    che sorgono nei miei sogni
    le parole e le mie frasi
    creano e colorano
    in qualsiasi tema se passo,
    qualsiasi idea se dica.

    K. Kavafis

     


     
    September 03

    Settembre e... Poesia

    Settembre Jonico
                                                                                                                             
    La costa stanca
    del vociare estivo
    abbandona la luce abbagliante
    e veste l’odore nostalgico
    di ocre arancio
    sempre più ocra
    scendendo a sud.

    Sferza il vento
    cielo e terra
    sventrando sacche d’acqua
    cariche dell’ozio d’agosto
    per il mare bruno che scava
    con le sue onde alte
    la sera e i siti umani estivi
    sbrindellando
    ricordi e anfratti
    annidati numerosi
    nel profilo frastagliato.

    E’ il settembre jonico
    col suo temperamento
    sanguigno, umorale e breve.

    La furia
    ridonato il litorale
    rientra nelle viscere
    e va placandosi
    correndo gli scollinamenti
    fino all’ultimo sbuffo
    ormai domo
    sull’azzeramento a riva.

    Vincenzo D’Acunzo
     

     


    Alcyone
    Sogni di terre lontane

    Settembre, andiamo. E' tempo di migrare.
    Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori
    lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
    scendono all'Adriatico selvaggio
    che verde è come i pascoli dei monti.

    Han bevuto profondamente ai fonti
    alpestri, che sapor d'acqua natía
    rimanga ne' cuori esuli a conforto,
    che lungo illuda la lor sete in via.
    Rinnovato hanno verga d'avellano.

    E vanno pel tratturo antico al piano,
    quasi per un erbal fiume silente,
    su le vestigia degli antichi padri.
    O voce di colui che primamente
    conosce il tremolar della marina!

    Ora lungh'esso il litoral cammina
    la greggia. Senza mutamento è l'aria.
    il sole imbionda sì la viva lana
    che quasi dalla sabbia non divaria.
    Isciacquío, calpestío, dolci romori.
                                                                                                      
    Ah perché non son io cò miei pastori?

     Gabriele D'Annunzio
    I PASTORI

     


                                                                                                                                                              
    Settembre

    San Lorenzo, io lo so perché tanto
    di stelle per l'aria tranquilla
    arde e cade, perché sì gran pianto
    nel concavo cielo sfavilla.

    Ritornava una rondine al tetto:
    l'uccisero: cadde tra spini:
    ella aveva nel becco un insetto:
    la cena de' suoi rondinini.

    Ora è là come in croce, che tende
    quel verme a quel cielo lontano;
    e il suo nido è nell'ombra, che attende,
    che pigola sempre più piano.

    Anche un uomo tornava al suo nido:
    l'uccisero: disse: Perdono;
    e restò negli aperti occhi un grido
    portava due bambole in dono...

    Ora là, nella casa romita,
    lo aspettano, aspettano in vano:
    egli immobile, attonito, addita
    le bambole al cielo lontano

    E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
    sereni, infinito, immortale,
    Oh! d'un pianto di stelle lo inondi
    quest'atomo opaco del Male!

    Giovanni Pascoli

     
    Settembre
     
    Già l'olea fragrante nei giardini
    d'amarezza ci punge: il lago un poco
    si ritira da noi, scopre una spiaggia
    d'aride cose,
    di remi infranti, di reti strappate.
    E il vento che illumina le vigne
    già volge ai giorni fermi queste plaghe
    da una dubbiosa brulicante estate.
    Nella morte già certa
    cammineremo con più coraggio,
    andremo a lento guado coi cani
    nell'onda che rotola minuta.

    Vittorio Sereni
     


    Dolce melanconia di Settembre
    foglie arrosite d'amore,
    in attesa dell'ultimo ballo...
    Nuvole bianche che sorridono
    al tramonto del Sole...
    e il desiderio di te, piccola Rondine
    che vola, in cerca di Primavera...
    Ultimo canto delle cicale
    e farfalle in cerca di calore,
    nella festa dell'olivo...

    Gocce di lacrime cadute dal cielo,
    nella terra assetata d'amore...
    profumo di uva matura in aria,
    divino liquido dorato il vino,
    che dona ebbrezza ed allegria,
    al cuore innamorato, che sempre giovane,
    osa godere la danza del tempo...
    Dolce melanconia di Settembre,
    ricordi e nostalgia di un' Amore,
    in Attesa..... di una rinascita

    Lunapiena